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L'acqua come elemento fondante del Parco di Pratolino

Il Parco Mediceo di Pratolino nacque come rifugio intimo e personale del principe Francesco I della famiglia Medici. Il principe era un amante dell'arte, della scienza, dell'alchimia, un grande studioso dei segreti della natura e per creare il suo "teatro delle meraviglie" non scelse un luogo casuale. Il Parco si sviluppa infatti lungo una via principale, domina la città di Firenze senza farne parte ed offre una pendenza costante che verrà sfruttata come meccanismo fondamentale per utilizzare la ricchezza di acque.

L'acqua è la musa ispiratrice, l'elemento attorno a cui ruota tutta l'originale costruzione del parco. Acqua, natura e fantasia unite ed adoperate dal committente Francesco I e dal suo genio Bernardo Buontalenti per la creazione di uno scenario che doveva mostrarsi spettacolare al suo concepimento. Così l'acqua verrà convogliata in gran quantità dal principe per lo studio del moto idraulico nelle sue innumerevoli forme. Passeggiando possiamo immaginare grotte, fontane, vasche ed addirittura un viale degli zampilli, una galleria d'acqua e luce che si trovava nella parte meridionale del parco.

Nucleo emblematico del parco resta ancora oggi il gigante dell'Appennino, capolavoro del Giambologna, simbolo della forza inesauribile della natura.

Oggi molti elementi originali del parco sono scomparsi, altri riadattati, altri ancora invece persistono e si offrono allo spettatore ma Pratolino resta ancora un luogo dove l'arte incontra la natura per creare insieme uno scenario unico e magnifico.










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